Un Tutorial sull’occupazione

L’evento per trovare una strada “diversa”

Un incontro ricco di partecipanti e di ospiti con storie interessanti da raccontare. È proprio quello che è accaduto attraverso: “Tutorial- Giovani che hanno reso il proprio talento un lavoro”. Un’occasione per molti ragazzi in cerca di impiego per ricevere dei consigli e degli stimoli da chi è riuscito ad affrontare le difficoltà del mercato del lavoro, spesso usando strade alternative e poco battute.

Giovani e mondo del lavoro

L’evento si è svolto in una calda sera di metà settembre e ha attirato un centinaio di persone. Tanti i giovani presenti. Tra questi, c’era chi si affaccia da poco nel mondo del lavoro e chi è ancora uno studente ma che non vuole arrivare impreparato al passaggio tra studio e lavoro, o semplicemente chi era in cerca di spunti per il loro futuro.

Nella cornice di 311 Verona e nella nuova aula Academy LAB, spazio dedicato ai corsi ITS, ma inaugurato per la prima volta con la serata, è cominciato l’evento con le presentazioni degli ospiti che a uno a uno sono poi intervenuti raccontando le loro esperienze.

Gli interventi sono stati quattro e ognuno ha presentato la propria storia. C’è chi si è trasferito in Italia e ha scoperto la propria passione, e chi già la conosceva, ma ha da poco trovato il coraggio e l’imprenditività di perseguirla.

Una manager galiziana a Verona

Alicia, di origine spagnola, in Italia da sette anni, ha vivacizzato la sua vita cambiando nazione, e questo cambiamento l’ha aiutata nel suo percorso di crescita nell’affrontare gli ostacoli e le incertezze.

Nel suo mettersi in gioco, dopo un anno circa, ha trovato la sua strada nel cosiddetto “terzo settore”, diventando un Welfare Community Manager per SolCo Verona. Questo le permette di occuparsi, attraverso dei budget stabiliti, di eventi di socialità all’interno di un determinato territorio.

“A volte devi uscire da quello che hai per renderti conto di quanto bello è”,
“Penso di amare di più il mio paese e la mia famiglia ora che sono fuori”.

Tornare bambini per costruirsi un futuro

Marco ha abbandonato la carriera come informatico, stufo della vita d’ufficio, per dedicarsi a un mestiere non convenzionale, ovvero il liutaio di ukulele. Fin dall’adolescenza ha coltivato questa passione. Ogni pomeriggio quando tornava da scuola si ritrovava nel garage del papà a sperimentare nuove tecniche e a costruire nuovi progetti con il legno. Non ha smesso neanche quando è entrato nel mondo del lavoro. Dopo qualche anno in cui divivideva il suo tempo tra il suo impiego (dalle 9 alle 18) e artigiano autodidatta ha deciso di concentrarsi solo sul suo vero talento, diventando così mastro liutaio, presso FabLab Verona.

“Se è la passione che ci muove per qualcosa è difficile tenerla accantonata per tanto”.

Lavoro come forma di indipendenza

Cristiana, è una Digital Designer. Ha abbandonato la sua posizione sicura in azienda, dopo dieci anni, per iniziare a costruire una sua attività. In un primo momento, ha operato come libera professionista, e poi dopo impegno e tante ore insonni è riuscita a fondare la sua azienda (Kaleidoscope), dandole la libertà che stava cercando.

Io consiglio di partire dalla competenze. Perché questa è, oltre alla passione, la vera chiave di svolta”.

Non sempre bisogna dar retta ai medici

Pietro, 21 anni, ha deciso di non seguire la vocazione di famiglia, non iscrivendosi a medicina, ma di intraprendere la sua strada nel mondo del videomaking.

Ha avuto l’opportunità di frequentare la scuola di cinematografia di Los Angeles. Tornato a Verona, ha trovato un impiego come videomaker l’azienda veronese Bentobox. Il suo viaggio però non è finito, perchè si sta preparando per ritornare in America e proseguire gli studi. Il suo sogno è riuscire a fare il “salto” e lavorare come regista hollywoodiano nell’ambito della produzione cinematografica.

“Se c’è l’impegno le soddisfazioni arrivano”;
“Ci sono momenti in cui capisci che stai facendo la cosa giusta”.

 

Scritto da: Fabrizio Carrara

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